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title: "Compiti e ADHD: 5 strategie efficaci per ridurre lo stress"
date: 2026-10-17T20:03:52+00:00
modified: 2026-10-17T20:06:27+00:00
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categories: "ADHD, Aiuto Compiti, Metodo di studio"
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# Compiti e ADHD: 5 strategie efficaci per ridurre lo stress

### ADHD, DSA, Neurodivergenza: facciamo chiarezza

 Queste parole si sentono spesso insieme, ma indicano cose diverse.

 - **DSA** (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia): difficoltà specifiche nella lettura, nella scrittura e nel calcolo, tutelate dalla Legge 170/2010. Con una diagnosi di DSA la scuola deve predisporre il Piano Didattico Personalizzato (PDP).
- **ADHD**: un disturbo del neurosviluppo che riguarda attenzione, impulsività e iperattività. Per la scuola italiana rientra nei **Bisogni Educativi Speciali (BES)**, secondo la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012. La Direttiva prevede che le scuole possano usare, per tutti gli alunni con BES, gli strumenti compensativi e le misure dispensative previsti per i DSA.
- **Neurodivergenza**: un termine più ampio, non medico, ma politico, che indica modi diversi di funzionare del cervello e di apprendere. ADHD e DSA ne fanno parte e possono anche presentarsi insieme.

 **E il PDP per l’ADHD?** Non è obbligatorio, ma la scuola non può nemmeno ignorare la questione. La Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 lascia al Consiglio di classe la scelta se redigerlo, con l’obbligo di **verbalizzare le motivazioni** della decisione. Se non c’è il PDP, puoi quindi chiedere che la scelta sia spiegata per iscritto e che le strategie concordate per tuo figlio siano comunque messe a verbale.

 ### Perché i compiti sono così faticosi

 Fare i compiti significa tenere insieme tante cose, cosa è stato assegnato, per quando, con quali materiali, da dove cominciare, quanto ci vorrà... Questi sono compiti di pianificazione e organizzazione, le cosiddette *funzioni esecutive*, e un funzionamento ADHD può incontrare difficoltà nella regolazione di queste ultime.

 Per questo nel caso di un funzionamento **ADHD** può essere utile spostare il peso dalla forza di volontà a strumenti esterni come un timer, una lista o un tavolo ordinato. Non sono scorciatoie, ma strategie per una mente che fatica nella regolazione dell'energia!

 ### Le 5 strategie

 #### 1. I blocchi di tempo con il timer

 Un compito senza una fine fa paura! Si chiama **cecità temporale** ed è la difficoltà a stimare quanto tempo ci vorrà a svolgere un'attività, questa caratteristica è tipica nei ragazzi e negli adulti ADHD. Questa difficoltà si trasforma in procrastinazione e questa può generale un ciclo di ansia che si autoalimenta.

 Quale strategia possiamo adottare? I blocchi temporali! Un blocco di tempo ha un inizio e una fine. - Scegliete insieme la durata, si parte da blocchi brevi, anche di 10-15 minuti che si posso allungare una volta stabilizzati i precedenti.
- Usa un **timer visivo**, che mostra il tempo che scorre. Il tempo “astratto” è difficile da sentire, quello che si vede no.
- Dopo ogni blocco, una **pausa vera e breve**: alzarsi, bere, camminare un minuto.
- Prima di iniziare chiedigli: “Quanto pensi che ci metterai?”. Poi segnate l’ora di inizio e di fine e confrontate. Stimare il tempo è una delle cose più difficili con l’ADHD e si allena proprio così, senza giudizio.

 La ricerca va in questa direzione: in uno studio controllato su bambini e ragazzi con ADHD tra 9 e 15 anni, un intervento che univa l’allenamento sul tempo a strumenti di supporto ha migliorato la gestione quotidiana del tempo.

 #### 2. Una scrivania che non distrae

 Il tuo compito qui non è sorvegliare, ma preparare il campo. Spesso la camera di un ragazzo ADHD, così come la casa di un adulto ADHD, è una specie di esplosione di qualsiasi cosa, il gioco iniziato e lasciato li quando dopo pochi minuti è sopraggiunta la noia, una scarpa (l'altra probabilmente è in cucina o all'ingresso) e la scrivania dei compiti che dovrebbe essere sotto a quella grande montagna di vestiti..

 Proviamo a fare ordine per i compiti:

 - **Sempre lo stesso posto**, con una buona luce e poco rumore.
- Sul tavolo **solo ciò che serve per il compito di oggi**. Il resto sta in un’altra stanza, telefono e videogiochi compresi.
- Un orologio e un calendario settimanale a portata di mano (e d'occhio).
- Una piccola **zona libera dove muoversi** durante le pause. Per molti bambini con ADHD il movimento aiuta a ritrovare la concentrazione. Concordate prima le regole, quando ci si alza e per quanto tempo.
- Fidget toys, avere qualcosa con cui giocare o la possibilità di tenere occupati più canali sensoriali (ad esempio con la musica) aiuta i ragazzi ADHD a concentrarsi meglio.

 #### 3. Gestire l’impulsività durante la lettura

 A volte il bambino legge metà consegna, parte subito con l’esercizio e sbaglia per fretta, non perché non sappia farlo. Alcuni accorgimenti semplici:

 - **Leggere la consegna due volte** e, alla seconda, sottolineare il verbo (calcola, confronta, descrivi).
- Passare un **segnalibro o un righello** sotto la riga per non perdere il punto.
- Alla fine di ogni paragrafo scrivere a margine **una sola parola chiave**.
- Per i testi lunghi, usare la **sintesi vocale** (c’è gratis su computer e tablet) e seguire il testo mentre si ascolta.
- Prima di rispondere, farsi una domanda di controllo: “Cosa mi chiede esattamente?”.

 #### 4. Dividere il compito in fasi, con la lista da spuntare

 “Fai i compiti di inglese” è un’istruzione vaga. “Libero il tavolo, leggo le due pagine, faccio i primi tre esercizi, ricontrollo” è un piano.

 - Scrivete insieme una **lista di passi piccoli e concreti** per ogni compito.
- Ogni passo ha una **casella da spuntare, **vedere la lista che si riempie dà soddisfazione e fa sentire in controllo.
- Alla fine, un **piccolo premio scelto da lui** (un gioco, una telefonata a un amico). Il rinforzo positivo funziona meglio dei rimproveri.
- Aggiungi una routine serale, preparare lo zaino guardando l’orario del giorno dopo.

 Su questo punto c’è una base scientifica solida. Una meta-analisi su 12 studi e oltre mille bambini ha trovato che i percorsi di allenamento alle abilità organizzative portano miglioramenti moderati secondo gli insegnanti e ampi secondo i genitori. Un altro studio clinico su bambini della scuola primaria ha rilevato benefici su organizzazione, compiti e rendimento scolastico.

 #### 5. L’adulto come sostegno temporaneo, non come sostituto

 Un bambino con ADHD ha bisogno di un adulto che lo accompagni, ma con un obiettivo preciso, **diventare sempre meno necessario**.

 - Chiedigli a cosa serve, secondo lui, fare i compiti. Se non ne vede il senso, ogni strategia sarà una lotta. Se ne trova uno (un voto, più tempo libero, sentirsi capace), hai un punto da cui partire.
- Sii **esplicito** nelle richieste e nota ogni piccolo miglioramento.
- **Ritira l’aiuto un passo alla volta**: prima la lista la scrivi tu, poi insieme, poi la scrive lui.
- Se il pomeriggio con te è diventato un campo di battaglia, chiedere aiuto non è un fallimento! Un tutor dell’apprendimento o un educatore formato può prendere questo ruolo e proteggere il vostro rapporto.
- Se il carico supera spesso ciò che tuo figlio riesce a fare, **segnalalo alla scuola** con un messaggio fattuale: “Oggi ha lavorato un’ora e quaranta e non ha finito la pagina”. Le linee guida SINPIA ricordano che, per genitori e insegnanti, le strategie positive vanno sempre prima delle punizioni.

 ### Come capire se sta funzionando

 Non guardare quanto a lungo resta seduto. Guarda questo: dopo qualche settimana, **parte più spesso da solo? Si perde meno tempo? Torna a scuola con i compiti fatti e il materiale giusto?** Se sì, la strada è quella giusta, anche se i progressi sono piccoli. Se no, cambia una cosa sola e riprova.

 ### Quando chiedere aiuto

 Queste strategie non sostituiscono una valutazione clinica. Se hai dubbi sull’attenzione o sull’apprendimento di tuo figlio, il primo passo è parlarne con il pediatra o con un servizio di neuropsichiatria infantile. Poi si lavora insieme, famiglia, scuola, clinico e, se serve, un tutor dell’apprendimento che lavori sul metodo di studio e non faccia i compiti al posto suo.

 Ogni ragazzo ha i suoi tempi. Scegli una strategia, provala per una settimana e tieni quella che funziona. Un buon metodo si costruisce così, a piccoli passi, insieme a tuo figlio.

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 **Fonti**

 *Normativa*

 - Ministero dell’Istruzione, Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012, *Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica*: [testo sul sito del Ministero](https://www.mim.gov.it/documents/20182/0/Direttiva+Ministeriale+27+Dicembre+2012.pdf/e1ee3673-cf97-441c-b14d-7ae5f386c78c)
- Ministero dell’Istruzione, Circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013: [passaggi riportati in questo documento](https://www.istitutocomprensivogualdo.edu.it/attachments/article/70/ABSTRACT%20BES.pdf)
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170

 *Ricerca e linee guida*

 - Bikic A. et al. (2017), *Meta-analysis of organizational skills interventions for children and adolescents with ADHD*, Clinical Psychology Review, 52: [PubMed](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28088557/)
- Abikoff H. et al. (2013), *Remediating organizational functioning in children with ADHD*, Journal of Consulting and Clinical Psychology, 81(1): [PubMed](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22889336/)
- Studio controllato su time-skill training e supporti per il tempo in ragazzi con ADHD di 9-15 anni, European Child & Adolescent Psychiatry: [Springer](https://link.springer.com/article/10.1007/s00787-017-1052-5)
- SINPIA, Linee guida del trattamento cognitivo-comportamentale dell’ADHD: [testo](https://www.sinpia.eu/wp-content/uploads/atom/allegato/147.pdf)
